SALDATURA TIG

TIG : TUNGSTENO GAS INERTE

In questo tipo di saldatura un gran numero di elettroni fluiscono dal polo negativo al polo positivo in una frazione di secondo, urtando a gran velocita’ contro quelli che trovano sul loro cammino generano un ARCO caldissimo, in grado praticamente di fondere qualsiasi metallo, questo tipo di saldatura per fusione e’ piu’ nota come TIG che vuol dire:

TIG= TUNGSTEN INERT GAS        ovvero:

TUNGSTENO GAS INERTE

E’ l’elettrodo che e’ fatto di TUNGSTENO, dobbiamo inoltre proteggere sia il bagno che l’elettrodo dall’ossidazione dell’aria, ecco perche’ si utilizza il GAS PROTETTIVO: L'ARGON.

Il metodo TIG si puo’ utilizzare per saldare la maggior parte dei metalli; a mano o in automatico.

La saldatura TIG E’ STATA STUDIATA per effettuare dei lavori di qualita’ tanto per la fabbricazione quanto per la riparazione, con il TIG si ottengono depositi di qualita’, senza spruzzi e senza scorie, un sistema di SALDATURA TIG ha 3 componenti principali:

1) GENERATORE DI ENERGIA

2) LA TORCIA

3) GAS PROTETTIVO

Il compito principale del GAS e’ proteggere il bagno e l’elettrodo dall’aria ambiente in quanto saturo di Ossigeno e quindi predisposto ad Ossidazione; vedi " OSSIDO TERMICO DA SALDATURA ".

E’ da premettere che senza una atmosfera protettiva nella zona dell’arco, non sarebbe possibile avere un arco stabile; tra l’altro il GAS PROTETTIVO facilmente ionizzabile, e’ anche necessario per il processo di saldatura.

Il GAS piu’ usato per la saldatura TIG e’ l’ARGON .  l’ARGON ionizza facilmente a bassa temperatura.

L’ARGON viene ricavato dall’aria che ne contiene circa l’1%, un vantaggio dell’ARGON e’ che puo’ essere spedito ai grandi consumatori in forma liquida e cioe’ in CISTERNE anche L’ELIO PUO’ ESSERE UTILIZZATO nella  saldatura TIG in genere viene miscelato all’ARGON per avere piu’ calore.

Il processo si controlla da un generatore di energia, e’ questa la base di tutte le saldature TIG il piu’ semplice generatore che si possa usare, e’ costituito da un regolatore continuo di corrente; da un RADDRIZZATORE; la portata del gas si regola con una valvola montata sulla torcia; si innesca l’arco appoggiando l’elettrodo su un pezzo da saldare o su un pezzo a parte  .

I generatori per impieghi industriali, sono molto piu’ sofisticati, e con diverse possibilita’ di regolazione per facilitare la manovra e migliorare la qualita’ spesso sono del tipo a doppia corrente, possono percio’ erogare sia CORRENTE CONTINUA che ALTERNATA ;

All’innesco pero’ c’e’ sempre il rischio di spruzzare particelle di TUNGSTENO (CONTENUTO NELL’ELETTRODO) nel giunto saldato , per evitare questo fenomeno si puo’ utilizzare un dispositivo di aumento progressivo della corrente fino ad arrivare ai valori prestabiliti.

Il dispositivo di aumento progressivo, inoltre permette di ritrovare la posizione corretta.

Per evitare cavita’ e cricche di ritiro alla fine della saldatura si ricorre ad un dispositivo per la diminuzione progressiva della corrente.

CI SONO VARI MODI PER INNESCARE L’ARCO

IL piu’ comune e’ utilizzare un generatore ad alta frequenza (HF) un sistema piu’ recente viene chiamato LIFT ARC ; prima si appoggia l’elettrodo al pezzo poi si innesca l’arco che solleva automaticamente la torcia, cosi’ e’ molto piu’ semplice determinare il punto di inizio.

La corrente alternata e’ usata per rompere lo strato di ossido duro che si forma su ALLUMINIO e LEGHE LEGGERE, se la corrente e’ a onda quadra si puo’ penetrare ancora di piu’ nell’ossido.

La corrente alternata si utilizza per avere PENETRAZIONE della SALDATURA e rottura dello strato molecolare dell’OSSIDO.

AUMENTANDO L’UNO DIMINUISCE L’ALTRA E VICEVERSA

Saldare materiali sottili comporta dei problemi con tutti i tipi di saldatura ELETTRICA con una corrente pulsante possiamo pero’ controllare molto meglio il bagno, si ha minor distorsione ed una penetrazione perfetta.

Vedi GENERATORI

AD ARCO PULSATO

L’elettrodo di TUGSTENO e’ fissato nella torcia ed inoltre distribuisce il GAS protettivo attorno al punto da saldare. Gli ELETTRODI possono essere in TUNGSTENO puro o in lega con TORIO-ZIRCONIO e sono disponibili in diversi diametri, l’ELETTRODO si base al tipo e alla intensita’ della corrente; ma anche la molatura dell’ELETTRODO ha grande importanza.

(vedi FOTO 1) Per esempio la punta di un ELETTRODO che lavora in corrente continua deve avere un certo angolo per lavorare bene; TANTO PIU’ FORTE E’ LA CORRENTE TANTO MAGGIORE SARA’ L’ANGOLO CHE ANDREMO A MOLARE.

Invece gli ELETTRODI che lavorano in corrente ALTERNATA devono essere arrotondati in punta per dare i risultati migliori , la TORCIA ha il compito di avere degli ugelli che distribuiscono il GAS PROTETTIVO uniformemente sulla zona da saldare.

In certi casi un ugello di tipo GAS LANCE incorporato puo’ essere d’aiuto inoltre questo stesso flusso gassoso si oppore alle correnti d’aria che possono finire sul bagno OSSIDANDOLO.

Saldando con correnti forti e’ bene utilizzare UNA TORCIA RAFFREDDATA AD ACQUA ed anche il cavo E’ RAFFREDDATO AD ACQUA.

Saldando, si corre sempre qualche rischio, quindi e’ possibile; e necessario proteggersi adeguatamente; bisogna evitare di esporre la pelle ai forti raggi UV .

1)     Occorre indossare una tutta da saldatore abbottonandola opportunamente fino al collo; ovviamente con tessuto trattato con ritardante alla fiamma.

2)     Occorre indossare guanti a polso lungo per non esporre sia le mani che l’avambraccio alle radiazioni.

3)     La MASCHERA evita che il VISO, LA TESTA ed il COLLO siano esposti. Le nuove MASCHERE permettono che basta un piccolo movimento di scatto per abbassare la visiera e lavorare immediatamente; l’ampia finestra permette di avere una panoramica leggermente ingrandita sulla zona di lavoro; ed inoltre viene circondata da un’altra zona che e’ trasparente e permette di avere la visuale attorno al punto di lavoro. Le MASCHERE di oggi sono leggere e non danno piu’ lesioni al collo.

4)     UN’ASPIRATORE SULLA ZONA DI SALDATURA elimina i fumi pericolosi ma occorre controllare che l’aspiratore non dia noia al flusso di gas protettivo creando delle turbolenze.

PRIMA DI COMINCIARE A SALDARE SI CONTROLLA L’ATTREZZATURA

a) Verificare le linee elettriche.

b) I raccordi del gas

c) E dell’eventuale raffreddamento

I parametri di saldatura, il tipo di gas protettivo e di elettrodo

Dipendono dal materiale da saldare e dal tipo di saldatura da fare, tutti i parametri vengono riportati nelle tabelle qui appresso.

(l’esempio riportato in seguito e’ per un acciaio bassolegato giuntato di testa quindi tutti i parametri saranno per quel tipo di materiale, e per lo spessore da fare)

1)Abbiamo scelto di fare un ACCIAIO BASSOLEGATO, quindi occorre selezionare il PLC sulla corrente continua.

2) la TABELLA ci indica quale ELETTRODO e se l’ELETTRODO USARE.

3) L’INTENSITA’ DI CORRENTE dipende dallo spessore del materiale da saldare, ed inoltre condizionera’ L’ANGOLO che dovremo MOLARE DELL’ELETTRODO.

4)L’UGELLO DEVE ESSERE LARGO A SUFFICIENZA per investire tutta la saldatura indicativamente il diametro dell’ugello deve essere almeno 4 volte quello dell’elettrodo.

5)     Dopo aver posizionato l’ugello, OCCORRE REGOLARE LA SPORGENZA DELL’ELETTRODO che deve essere di 5mm circa.

E’ molto importante regolare la portata del gas, se la portata e’ troppo bassa, il gas non resiste alla pressione dell’aria e l’elettrodo ed il bagno, si ossidano, se la portata e’ troppo alta, si possono generare delle turbolenze che aspirano aria dall’esterno riducendo l’efficacia protettiva del gas.

La portata del gas va regolata secondo il tipo di giunto da eseguire, per esempio per un giunto esterno ad angolo la distribuzione non uniforme del gas, va compensata aumentandone la portata; mentre per un giunto a T basta una portata minore, perche’ il GAS si mantenga intatto.

I valori corretti si ottengono dalle tabelle, occorre tarare il FLUSSIMETRO DI PORTATA, e per ulteriore controllo controlliamo anche i valori sulla torcia ci potrebbero essere delle dispersioni che misurano all’uscita della bombola valori diversi di quelli effettivamente resi alla torcia.

SE si formano bave sull’ELETTRODO potremmo avere avuto contaminazione da umidita’ ; e’ provato che l’umidita’ puo’ penetrare all’interno di tubi che non sono in uso, anche se correttamente collegati, inoltre la minima screpolatura, puo’ dar luogo a contaminazione da ossigeno proveniente dall’aria circostante, per tale motivo occorre sempre spurgare i tubi, per eliminare il gas contaminato.

IL GAS in bombole NON SI CONTAMINA QUASI MAI.

L’ultimo parametro necessario e’ la corrente da impostare per quel dato materiale e tipo di giunto. “vedi tabella 2” ; occorre prendere un provino per poter verificare che la salita e la discesa della corrente diano risultati soddisfacenti in termini qualitativi del giunto in modo che non ci siano cavita’ o cricche di ritiro.

Prima di cominciare a saldare occorre ripassare i lembi dei pezzi poiche’ non ci devono essere spigoli vivi; Occorre tener presente che il materiale in eccesso che chiamiamo BAVA andra’ a far parte del giunto saldato.

Nell’operazione di saldatura la BAVA andra’ a far parte del processo di fusione

E se questa non viene controllata dall’inizio ci saranno problemi sul giunto di collinature o cricche da ritiro.

Va’ fatta CHIMICAMENTE  (ALCCOL ISOPROPILICO) Oppure MECCANICAMENTE (Scotch brite ) o SPAZZOLE in fili di ACCIAIO INOSSIDABILE.

I pezzi da saldare sono bloccati sui 2 lati per tenerli in posizione (fig 2 part a) questo lavoro va fatto bene.

1)     Occorre cominciare a saldare da A per finire a B per andare a C, cioe’ a dire andando da A verso B faremo i 2/3 del giunto il terzo restante verso SX questo per poter mantenere il piu’ basso possibile il coefficiente di distorsione.

2)     Tenere la torcia a 70-80’ rispetto al pezzo vedi foto 3

3)     Se usiamo materiale di apporto dovra’ arrivare nella direzione opposta con un angolo di 15/30°, una regola comoda e’ tenere a 90° la TORCIA ed il MATERIALE DI APPORTO, se inclineremo maggiormente la TORCIA PUO’ COMPROMETTERE l’efficacia della protezione gassosa; se incliniamo troppo la torcia, dell’aria puo’ venire richiamata nel flusso del GAS.

4)     La TORCIA DEVE VENIRE INCLINATA IN AVANTI per distribuire uniformemente calore aggiunto, essa deve presentarsi correttamente.

5)     IL SALDATORE  deve assumere una posizione corretta, dovrebbe star seduto a 45° rispetto al pezzo da saldare.

6)     IL MATERIALE DI APPORTO va immesso ad intervalli, alimentandone di piu’ se il livello del bagno scende.

7)     Alimentando il bagno con la bacchetta facendo in modo che non sporga oltre la protezione gassosa; per evitare l’ossidazione:

se per errore del metallo d’apporto finisce contro l’elettrodo o se immergiamo l’elettrodo nel bagno, dobbiamo immediatamente sospendere il lavoro;

a)     occorre molare l’elettrodo

b)    occorre anche molare la saldatura.

8)     SALDANDO OCCORRE TENERE COSTANTE LA LUNGHEZZA DELL’ARCO; da questa distanza si genera piu’ o meno calore generato sulla saldatura; ma in senso opposto da quella che si ha nella saldatura a gas.

Aumentando la lunghezza dell’arco aumenta anche la quantita’ di calore immessa sul bagno l’effetto immediato e’ che la saldatura quindi il bagno comincia a colare abbassando il giunto ed aumentando di pari passo l’OSSIDAZIONE TERMICA.

CENNI GENERALI

In genere il GAS protettivo per saldare A.I. e’ ARGON , questo deve essere puro al 99,99% almeno, l’ARGON puro si usa nella saldatura TIG manuale, si sta pero’ diffondendo una miscela fatta di ARGON 95% ed IDROGENO 5% CHE FORNISCE UN ARCO PIU’ POTENTE la miscela da’ luogo ad un arco molto fluido che aiuta ad avere piu’ penetrazione.

Usando miscele di ARGON-IDROGENO nella saldatura meccanizzata, la saldatura acquisisce velocita’ di lavoro; in certi casi fino al 100%, inoltre l’IDROGENO riduce gli ossidi, quando si salda A.I..

Le miscele argon-idrogeno pero’ sono utilizzabili solo quando si saldano AI.I. AUSTENITICI, quando si saldano FERRITICI e MARTENSITICI possiamo avere fragilita’ da IDROGENO, nella zona di saldatura.

Con questi  A.I. andremo ad utilizzare ARGON-ELIO che permette anche’essa di aumentare la velocita’ di saldatura.

Per avere buoni risultati saldando A.I. anche il rovescio deve essere protetto con GAS

Vedi foto 4.

Si puo’ usare ARGON puro, tanto per saldare quanto per proteggere il rovescio e 2 flussimetri di portata sia per la SALDATURA che per la PROTEZIONE AL ROVESCIO.

In alternativa all’ARGON si puo’ utilizzare il FORMIER il quale e' costituito da una miscela tra (AZOTO ed IDROGENO); anche qui l’IDROGENO rende questa miscela adatta per i soli A.I. AUSTENITICI.

Il mercato offre ben poche attrezzature per la protezione del rovescio, quindi molte officine si costruiscono gli accessori per la PROTEZIONE DEL ROVESCIO in casa.

Ogni singola attrezzatura per la PROTEZIONE AL ROVESCIO DEVE ESSERE CREATA per la singola applicazione e la prova del nove e’ subito visibile basta fare una prova e vedere se abbiamo ossidazione o no.

Se la PROTEZIONE che ci siamo creati e’ adeguata l’attrezzatura e’ OK altrimenti va’ rifatta.

Se si deve saldare un tubo e quest’ ultimo va’ riempito con Gas PROTETTIVO, ci dobbiamo assicurare che quest’ultimo abbia spostato tutta l’aria; tale operazione e' possibile controllando che questo sia stato fatto correttamente addizionando il gas protettivo per un periodo sufficientemente lungo affinche’ ci sia fuoriuscita completa dell’aria in esso contenuta.

Le TABELLE ci aiutano a calcolare il tempo di afflusso necessario prima della saldatura, il modo di erogare il GAS di protezione, dipende dalla densita’ dello stesso, L’ARGON e’ piu’ pesante dell’ARIA lo si fa’ entrare dal basso facendo uscire l’aria dall’alto SE INVECE E’ PIU’ LEGGERO come la miscela AZOTO-IDROGENO occorre fare il contrario e cioe’  SCARICANDO L’ARIA DAL BASSO facendolo entrare dall’ALTO.

Se lavoriamo con il GAS PROTETTIVO AL ROVESCIO occorre tener presente ......

TRE FASI

1)   PRIMA DELLA SALDATURA

2)  DURANTE LA SALDATURA

3)  DOPO LA SALDATURA

Prima di saldare si riduce il volume di OSSIGENO inviando il GAS nel pezzo.

Durante la SALDATURA si regola la portata di GAS in modo che nulla interferisca con l’operazione; Se la portata di GAS e’ eccessiva il GAS potrebbe spostare il bagno verso l’alto in modo che cosi’ avremo un cordone a base concava.

Un semplice dispositivo come quello del FLUSSIMETRO DI PORTATA ci dara’ il giusto valore di afflusso di GAS che dovrebbe essere intorno a 15mm di ACQUA

La giusta pressione si avra’ quando il GAS comincia a gorgogliare.

Dopo la SALDATURA si mantiene il GAS protettivo finche’ non si e’ finito di saldare di solito fino a circa meno di 200°C.

Abbiamo visto adesso come procedere nella SALDATURA TIG vediamo adesso come evitare:

Quando i lembi del giunto sono forti questi devono essere smussati prima di saldare” fig 5”


Generalmente si possono accoppiare TESTA a TESTA senza smusso, lamiere di spessore inferiore a 3mm, per spessori superiori il giunto deve venire preparato.

Inoltre lamiere fino a 3mm di spessore, si saldano senza lasciare gioco tra i lembi;

per spessori di 3 mm ed oltre si preparano i lembi, facendo uno smusso di 70/80°

la parte non smussata dovrebbe essere 1,5mm circa.

Normalmente si salda lasciando una parte tra i lembi tra 1,5-3mm.

VEDI FIG 6

Prima della saldatura occorre SEMPRE SBAVARE e pulire i lembi, questa condizione e’ essenziale affinche’ il giunto abbia delle caratteristiche di tenuta meccanica e una buona sellatura del bagno.

Per tale motivo il materiale deve essere lisciato a raschietto o con LIMA o a nastro abrasivo, MA..... ATTENZIONE

Quando si lavora con ABRASIVI, RASCHIETTI,LIME questi dovranno lavorare SOLO SU ACCIAI INOSSIDABILI

Se la sbavatura dei lembi non e’ regolarmente eseguita, il bagno puo’ risentirne e puo’ essere difficile avere un flusso costante in saldatura.

Nella SALDATURA TIG la PULIZIA DEVE ESSERE MASSIMA e cioe’ a dire che tutto quello che va’ in contatto con gli INOSSIDABILI dovra’ essere solo ed esclusivamente dedicato a loro per evitare contaminazioni.

Gli AMBIENTI DI LAVORO sono compresi, cioe’ a dire che gli A.I. Devono essere separati da altri metalli.

Pulire sempre prima il materiale, se e’ molto imbrattato pulirlo prima con una spazzola in A.I. o meglio con S/BRITE affinche’ quest’ultimo non abbia contaminazioni carboniose dovute a grassi ed olii.

Se si vuole pulire CHIMICAMENTE occorrera’ farlo con METANOLO o ALCOOL ISOPROPILICO.

Di rimando anche i panni per la pulizia dovranno essere puliti, un panno sporco potrebbe causare seri problemi di inquinamento.

E’ GIUSTO ANCHE PULIRE IL MATERIALE DI APPORTO
BADARE CHE IL MATERIALE PULITO NON SI IMBRATTI DI NUOVO.
ANCHE IL TAVIOLO DI LAVORO DEVE ESSERE PULITO
Da questo punto in avanti, maneggiare il pezzo sempre con guanti puliti

OLII, GRASSI, SPORCIZIA in genere possono determinare inquinamento di CARBONIO sul giunto saldato. Da alcune radiografie effettuate si sono viste difettologie da porosita’ incoerenti, queste determinano inclusioni in saldatura e spesso sono dovute alla sporcizia dei pezzi.

La SALDATURA TIG e' una evoluzione tecnologica, ma ovviamente tale tecnica deve essere supportata con ordine nelle procedure di realizzazione, non si puo' pensare che per la semplice sporcizia il nostro lavoro sia vano. Le POROSITA' porteranno all' indebolimento del giunto rischiando corrosione nel migliore dei casi, considerando che l'arricchimento di carbonio porta alle carburazioni secondarie. Il CROMO tende a precipitare a bordo Grano formando CARBURI DI CROMO i quali causano fragilita' in saldatura compromettendo la tenuta meccanica della saldatura stessa.

Gli ACCIAI INOSSIDABILI si saldano in corrente continua con la torcia collegata al polo negativo per l’intensita’ di corrente da usare una regola empirica indica 30 AMPERE per millimetro di spessore.

Quindi per lamiere da 3mm occorrono 90 Ampere usando ARGON puro come gas protettivo, dopo aver determinato l’intensita’ di corrente occorre scegliere anche L’ELETTRODO servendosi della tabella che fornisce le istruzioni per determinare il tipo di punta da usare.

Si possono come gia’ detto usare ELETTRODI al TUNGSTENO-TORIO oppure al TUNGSTENO-ZIRCONIO.

Come sempre la portata del GAS PROTETTIVO e’ importantissimo sia sul giunto saldato sia al rovescio. Un flussimetro dotato di misuratori di portata facilita l’operazione.

Molti saldatori utilizzano il dispositivo GAS-LANCE il quale protegge il flusso di Gas protettivo dalle correnti d’aria.

Gli ACCIAI INOSSIDABILI di basso spessore sono saldabili con o senza metallo d’apporto come sempre per la saldatura TIG si sceglie un metallo d’apporto conforme al metallo base, detto anche METALLO SIMILE.

Lavorando con leghe diverse, i vari metalli d’apporto devono essere tenuti in ordine, per l’A.I. si usano sempre bacchette di diametro inferiore del metallo base; fili sottili devono essere alimentati con precisione ed accuratezza.

Il coefficiente di dilatazione degli ACCIAI INOSSIDABILI AUSTENITICI e’ del 50% superiore di quello degli ACCIAI AL CARBONIO, il motivo e’ che gli INOSSIDABILI sono cattivi conduttori di calore, per tal motivo occorrono molte piu’ puntature rispetto agli acciai al carbonio, secondo una regola pratica le puntature non devono essere mai piu’ distanti di 40mm tra loro vanno anche eseguite nella sequenza corretta vedi foto 7.

Altrimenti avremo sicuramente deformazione plastica permanente con conseguente imbarcamento del pezzo, ci sono altri sistemi di mettere in maschera il pezzo (vedi capitolo cause e rimedi contro la deformazione).

Nel fare le puntature si puo’ usare come supporto la cappa del gas, in tal modo l’arco non ha deviazione e non danneggia il materiale; se non si usa la protezione al rovescio,(con il gas protettivo),  durante le puntature, bisogna badare a non passare dall’altra parte, perche’ cio’ provoca una contaminazione del rovescio che si ritrova poi nel giunto finito.

Si usano vari tipi di attrezzature per evitare la dilatazione termica che potrebbe essere sanata con un trattamento termico. *

Per trattamento termico non intendiamo dire temperature di TEMPRA ma temperature di preriscaldo, cioe’ a dire le TENSIONI ed anche le DISTORSIONI sugli A.I. sono da attribuire alle deformazioni plastiche che il materiale produce proprio per shock termico.Durante la saldatura in realta’ si sviluppano delle temperature che causano un rigonfiamento del Grano austenitico con la conseguenza dello sviluppo di GROSSI GRANI (Coalescenza); a scapito dei piccoli, questo e’ il motivo dell’AUMENTO DI VOLUME che causa le distorsioni sui pezzi.

Occorre qualora le condizioni siano favorevoli alla pratica e soprattutto quando le dimensioni del pezzo lo permettono fare un trattamento di preriscaldo. *

Vi e’ un esempio eclatante della DITTA ESAB di SALDATURA dove fa’ vedere delle riparazioni effettuate con metodo TIG della ditta LIIABAR di STOCCOLMA che ripara motori AVIO.

Per effettuare tali riparazioni tali MOTORI subiscono trattamento termico, questo avviene in atmosfera protettiva (generalmente in ARGON)

EFFETTI TERMICI

L’esposizione ad eccessivo calore, durante la saldatura, puo’ compromettere la resistenza a corrosione dell’ACCIAIO INOSSIDABILE ( Ossido Termico) , Questo sottrae cromo dal materiale adiacente e riduce la resistenza a corrosione, inoltre il materiale adiacente al giunto, puo’ fragilizzare e perdere resistenza meccanica.

(Corrosione interstiziale)

Per diminuire la probabilita’ che cio’ si verifichi puo’ essere necessario saldare ad ARCO PULSATO per non trasferire troppo calore al materiale .

Come regola generale, saldando A.I. il livello termico deve essere tenuto il piu’ basso possibile. La lunghezza dell’arco saldando A.I. deve essere 2-3mm poiche’ in realta’ piu’ si alza la torcia piu’ abbiamo trasferimento di calore.

E’ piu’ alta quindi di quella per Acciai al carbonio, e minore di quella per l' INOX  la quale deve essere intorno ai 3-5mm di lunghezza.

UN ARCO TROPPO LUNGO, TRASMETTE TROPPO CALORE E SI HANNO TROPPI RISCHI DI OSSIDAZIONE.

Dopo la saldatura tutti i giunti devono essere trattati, nonostante tutte le precauzioni, si ha comunque attorno alla saldatura un Z.T.A. (Zona termicamente alterata) la quale comporta comunque una ossidazione da non confondere con l’ossidazione naturale dell’A.I. che e’ lo strato passivo di OSSIDO DI CROMO, fonte della sua resistenza ad ossidazione.

1)     DECAPAGGIO

2)     SPAZZOLATURA

3)     RETTIFICA

(vedi capitolo decapaggio spazzolatura)

Si potrebbe fare anche a meno del post trattamento se le circostanze ci dovessero obbligare a non trattare successivamente il pezzo.

Questo potrebbe essere possibile effettuando la schermatura posteriore; la quale ultima rende il cordone lucido e senza ossidi.

La schermatura posteriore, protegge efficacemente il bagno e questo consente di saldare a piu’ velocita’.

( Fonte ESAB 1993 ).

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